Giorgetti: federalismo fiscale complesso, valutare un ente per la riscossione localeEnti locali, riscossione ad hoc
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Giorgetti: federalismo fiscale complesso, valutare un ente per la riscossione locale
La riscossione è tema cruciale e per una maggiore autonomia e sostenibilità finanziaria è fondamentale aumentare e migliorare la capacità di riscossione degli enti locali, dice Giorgetti. Di qui la proposta di istituire un nuovo ente ad hoc, incaricato esclusivamente della gestione e della riscossione dei tributi di Comuni, Regioni, Province e Città metropolitane. Il ministro resta nel vago, parla di diverse opzioni, tra le quali c’è appunto anche quella di un organismo con personale specializzato, con una struttura informatica avanzata, integrato con l’Agenzia della riscossione e in stretto collegamento con Sogei e PagoPA, in grado di utilizzare efficacemente i processi e le banche dati esistenti. Un ente insomma che aiuti a recuperare almeno parte di quei 25 miliardi di crediti iscritti a ruolo, secondo i dati dell’Anci, di cui 6 miliardi ancora esigibili.
Enti locali, riscossione ad hoc
Numeri che diventano ancora più pesanti se si guarda alla possibilità di riscuotere le giacenze del magazzino delle cartelle, ormai in predicato di arrivare a quasi 1.280 mld. Dalla relazione presentata in Senato, dalla commissione Benedetti (istituita in seno al ministero dell’economia dal viceministro Maurizio Leo proprio per individuare soluzioni e indicazioni sulla gestione del magazzino fiscale) risulta che dei 1.272 mld di cartelle giacenti per i comuni il volume è di 27,16 mld e per gli altri enti, province, regioni è di 14,81 mld per importi medi da riscuotere rispettivamente di 456 euro e 274 euro.Poi il ministro sottolinea: «È chiaro che l’Agenzia delle Entrate tra perseguire quello che deve 250 euro di Tari e quello che deve 250mila euro di Irpef probabilmente sceglie quello che deve dare di più». Sul punto concorda Massimo Garavaglia, presidente di commissione finanze del Senato: « i tributi sono diversi e particolari non ha senso gestire nello stesso modo quelli degli enti locali e quelli di una società per azioni. Il non riscosso diventa ingestibile e nei bilanci degli enti locali crea le condizioni per il dissesto se si impiega l’accertato e non il riscosso», ribadisce Garavaglia.
